A pochi chilometri da Trebisacce, nella grande piana dove i fiumi Crati e Coscile scendono verso il mare, si nasconde una delle storie più affascinanti dell'Italia antica. Qui sorgeva Sybaris, la colonia greca il cui nome è diventato sinonimo di lusso e raffinatezza. Sopra le sue rovine nacque Thurii, voluta da Atene, e più tardi la colonia romana di Copia. Tre città, una sopra l'altra, oggi leggibili negli scavi del Parco Archeologico di Sibari e nelle sale del Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide.
Sybaris, la colonia achea
La storia comincia nel 720 a.C., quando coloni achei provenienti dal Peloponneso fondarono Sybaris nella piana fertile fra i due fiumi. La città crebbe rapidamente grazie all'agricoltura, ai commerci e al controllo delle vie che attraversavano la Calabria fra lo Ionio e il Tirreno. Le fonti antiche la descrivono come una delle città più ricche e popolose del mondo greco d'Occidente, e la fama del suo stile di vita raffinato ha attraversato i secoli: ancora oggi, in italiano, un "sibarita" è una persona amante delle comodità. Sulle sue monete compariva un toro con la testa rivolta all'indietro, immagine che è rimasta l'emblema del territorio.
La caduta del 510 a.C.
La prosperità di Sybaris finì bruscamente nel 510 a.C., con la guerra contro la vicina Crotone. Le fonti antiche narrano che l'esercito crotoniate, guidato secondo la tradizione dall'atleta Milone, sconfisse i Sibariti e distrusse la città. Attorno a questa vicenda sono fiorite molte leggende: si racconta che i cavalli sibariti, addestrati a danzare al suono del flauto, avrebbero scompaginato le proprie file quando i nemici iniziarono a suonare, e che i vincitori avrebbero deviato il corso del Crati per sommergere le rovine. Sono racconti da prendere come tali, ma rendono bene l'impressione che la fine di Sybaris fece sul mondo antico.
Thurii, la città di Pericle
Qualche decennio più tardi, nel 444-443 a.C., la piana tornò a vivere con la fondazione di Thurii, una colonia panellenica sostenuta da Atene al tempo di Pericle. Secondo la tradizione, il progetto urbanistico fu affidato a Ippodamo di Mileto, il teorico della città a impianto regolare, con strade che si incrociano ad angolo retto. Le fonti antiche legano a Thurii anche nomi illustri come lo storico Erodoto, che sarebbe stato fra i coloni, e il filosofo Protagora, a cui si attribuisce la redazione delle leggi. Sono notizie tramandate dalla tradizione e discusse dagli studiosi, ma testimoniano il prestigio della nuova città.
Copia, la colonia romana
Nel 193 a.C. Roma vi dedusse una colonia di diritto latino chiamata Copia, che nell'84 a.C. divenne municipio. Molto di ciò che si vede oggi negli scavi appartiene a questa fase: strade lastricate, edifici termali, case e il teatro.
Visitare oggi Sibari
Il Parco Archeologico di Sibari, a circa 17 km in linea d'aria da SoleLuna Vistamare, comprende diverse aree di scavo. Il Parco del Cavallo è la più estesa e mostra soprattutto i resti della città romana, con il teatro e gli assi stradali; nella zona di Casa Bianca si trovano strutture attribuite a Thurii, fra cui una torre circolare del IV secolo a.C.; nell'area di Stombi sono emersi livelli dell'età arcaica, riferibili a Sybaris. Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, a circa 16 km, raccoglie i reperti degli scavi della piana e dei santuari dei dintorni, come quello di Timpone della Motta a Francavilla Marittima, a circa 14 km. Fra gli oggetti più significativi c'è la tabella in bronzo dedicata da Kleombrotos, un sibarita vincitore a Olimpia agli inizi del VI secolo a.C. Per orari, biglietti e aperture straordinarie fate riferimento ai canali ufficiali della Direzione regionale Musei Calabria; una guida pratica alla visita la trovate nell'articolo dedicato al Parco Archeologico e al Museo della Sibaritide.
La Magna Grecia a pochi chilometri dal mare
Una mattina fra gli scavi di Sibari, un pomeriggio in spiaggia: SoleLuna Vistamare è la base ideale per scoprire la storia della Sibaritide.