Resti di murature, colonne e ambienti di età romana nell'area del teatro di Copia al Parco Archeologico di Sibari
Parco Archeologico di Sibari, area del teatro di Copia — foto: Sailko · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il nome di Sibari è entrato nella lingua italiana: "sibarita" è chi ama il lusso e le comodità. Dietro la parola c'è una delle colonie più celebri della Magna Grecia, che sorgeva nella piana alla foce del Crati, a circa 17 km in linea d'aria da SoleLuna Vistamare. Oggi i suoi resti, e quelli delle città che le succedettero, formano il Parco Archeologico di Sibari, affiancato dal Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide (a circa 16 km dalla casa).

Tre città, una sopra l'altra

La storia del sito è stratificata come i suoi scavi. Sybaris fu fondata dagli Achei, coloni provenienti dal Peloponneso, nella seconda metà dell'VIII secolo a.C.: la tradizione indica il 720 a.C. Divenne ricchissima grazie alla fertilità della piana e ai commerci, finché nel 510 a.C. fu sconfitta e distrutta dalla vicina Crotone.

Nel 444-443 a.C., con il sostegno di Atene all'epoca di Pericle, nell'area nacque una nuova fondazione panellenica: Thurii. Secoli dopo, nel 193 a.C., Roma vi dedusse la colonia latina di Copia, che divenne poi municipio. Camminando nel parco, quindi, si attraversano resti greci arcaici, classici e soprattutto romani, spesso a pochi metri di distanza.

Le aree del Parco Archeologico

Il parco si articola in diverse zone di scavo, che prendono il nome dalle località moderne:

  • Parco del Cavallo: è l'area più spettacolare e la più visitata. Si percorrono strade lastricate di età romana, le grandi plateiai, un quartiere con edifici termali e il teatro.
  • Casa Bianca: conserva un settore costruito nel IV secolo a.C., dove spicca una torre circolare dello stesso periodo.
  • Stombi: qui sono emersi resti arcaici della città più antica, come fondazioni di edifici, pozzi e fornaci.

Leggere i resti non è sempre immediato, proprio perché le epoche si sovrappongono: i pannelli lungo i percorsi aiutano a distinguere le fasi, e una visita guidata, quando disponibile, fa davvero la differenza. Tenete conto che passerete facilmente un paio d'ore fra le diverse aree, senza contare il museo.

Il Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide

Il museo si trova in località Casa Bianca, nel comune di Cassano all'Ionio, ed è il complemento indispensabile della visita. Le sue sale raccolgono i reperti di Sybaris, Thurii e Copia provenienti dal Parco del Cavallo, da Casa Bianca e da altri siti del territorio, come il santuario di Timpone Motta a Francavilla Marittima e Castiglione di Paludi. Fra i pezzi più noti c'è una tavoletta di bronzo con la dedica di Kleombrotos, vincitore ai giochi di Olimpia, databile agli inizi del VI secolo a.C. Una sezione è dedicata ai reperti restituiti all'Italia da musei stranieri dopo essere stati esportati illegalmente: una storia di recupero che rende la visita ancora più significativa.

Consigli per la visita

Gli scavi sono in gran parte all'aperto e poco ombreggiati: nei mesi caldi conviene andare al mattino presto, con cappello, acqua e scarpe comode, e dedicare le ore centrali al museo. In primavera e in autunno la piana è verde e la luce è ideale per le fotografie. Organizzare la giornata è semplice: dalla casa si raggiunge Sibari percorrendo la statale lungo la costa. Orari, biglietti e aperture straordinarie cambiano nel corso dell'anno: verificateli sempre sui canali ufficiali della Direzione regionale Musei Calabria e del Parco Archeologico di Sibari prima di partire.

Abbinare Sibari ad altre scoperte

Se la Magna Grecia vi appassiona, a Trebisacce potete completare il quadro con l'area archeologica di Broglio, un villaggio indigeno dell'età del bronzo, di cui parliamo nella guida su cosa vedere a Trebisacce. Per una panoramica storica più ampia su Sybaris, Thurii e Copia leggete anche il nostro approfondimento sulla Magna Grecia nella Sibaritide, e trovate la scheda pratica del sito nella pagina dedicata al Parco Archeologico di Sibari.

In breve: a circa 17 km da SoleLuna Vistamare, il Parco Archeologico di Sibari racconta Sybaris (fondata dagli Achei e distrutta nel 510 a.C.), Thurii (444-443 a.C.) e la colonia latina di Copia (193 a.C.). Visitate gli scavi al mattino e il Museo Nazionale della Sibaritide nelle ore calde; controllate orari e biglietti sui canali ufficiali.

Dalla Magna Grecia al mare di Trebisacce

Dopo una mattina tra gli scavi di Sibari, rientrate a SoleLuna Vistamare per un tramonto sullo Ionio dalla vostra terrazza.